Hideaki Anno e Kazuo Koike – Dibattito all’Osaka University of Arts

Il 22 ottobre presso l’Osaka University of Arts (l’università in cui si è diplomato Anno) si è tenuto un dibattito tra Hideaki Anno e Kazuo Koike, seguìto da domande poste dal pubblico. Un utente di twitter, banira1ce, ha preso appunti sulla discussione e ha twittato alcune delle domande e delle risposte, che riportiamo qui di seguito. 1731298478, utente di EvaGeeksForum, ha tradotto dal giapponese all’inglese i passaggi più interessanti. Ovviamente la nostra è una traduzione di seconda mano (giapponese -> inglese -> italiano), con tutte le conseguenze del caso. Ringraziamo banira1ce e 1731298478 per l’interessantissimo contributo.

Hideaki Anno e Kazuo Koike


Una veloce considerazione sul finale tv. Consultando altre interviste e altri commenti, si può giungere alla conclusione che l’idea originale dietro l’episodio 25, scartata per questioni di tempo e di budget, si sia evoluta in Air/Love is Destructive, e che l’idea originale dietro l’episodio 26 sia stata successivamente modificata fino a diventare gli episodi televisivi 25 e 26.

https://twitter.com/koikekazuo/status/392640680662544384/photo/1

今日、大阪芸術大学で、庵野秀明氏と対談した。生徒たちは三百人ぐらいが聴講していた。一時間ぐらい対談してあとは生徒たちとの質問のやりとりになったが、とっても良かったよ。

Kazuo Koike: Oggi, io e Anno abbiamo tenuto un dibattito presso l’Osaka University of Arts. Hanno partecipato circa 300 studenti. Abbiamo discusso per circa un’ora, dopodichè abbiamo risposto alle domande degli studenti. È stata una bella esperienza.

http://togetter.com/li/580471

庵野さん「オタクという言葉が生まれたのは僕の活動中でして、その当時は差別用語でした」

Anno: Il termine “otaku” è nato quando avevo già iniziato a lavorare. All’epoca era usato con accezione dispregiativa.

小池さん「ナディアは子どもに死を教えましたよね」
庵野さん「最初NHKプロデューサーからもらった企画書は、どう見てもラピュタでした。宮さん(宮崎駿)が手を入れてるのだから仕方ないです。僕が監督するにあたって、子供向けだからこそちゃんとしたものを作りたいと。死はそれまで隠蔽されてた
庵野さん「死は僕が子供の時はそこらに転がってましたからね。アニメの中でもそれを表したいと思って、NHKに対して強行しました」

Koike: Nadia ha mostrato e spiegato il concetto di morte ai bambini.

Anno: Il progetto iniziale che ho ricevuto dai produttori della NHK era praticamente una versione televisiva di Laputa. Miya-san (NdT. Miyazaki) ci aveva lavorato sopra, era inevitabile che fosse così. Quando stavo dirigendo Nadia, ho preso questo lavoro seriamente, proprio perchè era rivolto ai bambini. La morte era stata tenuta loro nascosta fino a quel momento. La morte mi circondava quando ero un bambino, ed ho voluto mostrarla negli anime, perciò mi sono impuntato in tal senso con l’NHK.

小池さん「エヴァがこれだけ大ヒットして、その一番の要因は何だと思いますか?」
庵野さん「わかんないですねぇ……」
小池さん「エヴァはロボットアニメとは言えないと思うんですよ。ロボットはガンダムで終わりましたね」
庵野さん「エヴァは人造人間にこだわりましたからね」

Koike: Quale pensi sia la ragione principale per cui Evangelion è diventato così importante?

Anno: Non ne ho la minima idea…

Koike: Non penso si possa definire Eva come un anime robotico. Gli anime robotici sono finiti con Gundam.

Anno: Eva si è focalizzato su “esseri umani creati dall’uomo”.

庵野さん「エヴァは当初から制御の効かないロボットでした。コントロールの効かないものを、子供が乗るとおもしろいかなぁと」

Anno: Fin dall’inizio, gli Eva erano robot che non potevano essere controllati. Pensavo fosse interessante avere come piloti dei ragazzini su dei robot incontrollabili. (NdT. Ottima idea, Anno! Hikari nel frattempo si chiede: “Perchèèè?” disperandosi…)

学生からの質問「エヴァについて。あれは考えさせるシーンばかりでしたが、意図的なのですか? 」
庵野さん「ケースバイケース。雰囲気だけのところもあります。趣味で遊びのところもあるし、でも、心理学についてはかなり勉強しました。考えられてるんじゃないかって思ってもらった方が効率いい」

Domanda da parte di uno studente: Evangelion era pieno di scene che costringevano lo spettatore a riflettere, ma ciò era intenzionale?

Anno: Quelle scene sono state realizzate individualmente, di volta in volta. Talvolta era solo una questione di atmosfera. Talvolta venivano realizzate mettendo in scena i miei interessi. Ma io ho studiato psicologia per un po’. È più efficace se il pubblico trova convincente ciò che stai facendo.

質問「嫌いなアニメのジャンルは?」
庵野さん「萌え系に特化したものです。ホラーも嫌ですね。ホラーはダメです。お化け屋敷もダメです」

Domanda da parte di uno studente: Quale genere di anime non le piace?

Anno: Le opere specificamente moe e horror. Non mi piacciono l’horror nè le case infestate.

質問「エヴァの次回作について何か構想はありますか?」
司会者「あ、現在制作中のものに関してはNGです」
庵野さん「もう一応出来てはいるんだけどね、何度も書き換えながら、作り直ししてます」

Domanda da parte di uno studente: Ha già un’idea della trama per il prossimo film di Evangelion?

Moderatore: Niente domande riguardanti opere attualmente in produzione.

Anno: (Il copione?) è già provvisoriamente concluso, ma lo sto revisionando, riscrivendolo più e più volte. (NdT. Hikari, anche in questo caso, piange chiedendosi: “Perchèèè?”)

質問「エヴァはオタク批判だという意見がありますが」
庵野さん「批判はしてない。想ってます。それが余計なお世話になる人もいるでしょう」

Domanda da parte di uno studente: Secondo alcuni Evangelion è una critica nei confronti degli otaku.

Anno: Non sto criticando. Sto esprimendo le mie opinioni. Per alcune persone questo potrebbe essere ritenuto come ficcare il naso in questioni che non mi riguardano.

質問「TVのエヴァの最終回については?萌えが嫌いということですがアスカは萌えでは?」
庵野さん「TVでやってるときは、まだ萌えがなかった。僕もセーラームーンは好きですよ。TVは、時間なかったのは確か。25話が時間なくて、その25話を劇場版で作り直したんです」
庵野さん「最終回の26話は元々あんな終わりなんです。16話の、使徒とシンジが対話するシーンで、鶴巻さんが日本語を禁じたんですよ。それでえー! ってなって、それから自分と自分との対話というテーマになって、他人とどう折り合いを付けるかという終わりになった」
庵野さん「あれ(26話)、4日で作りましたからね。先にアフレコして、それから絵コンテを描いてってやってました」

Domanda da parte di uno studente: Cosa dire dell’episodio finale della serie tv? Lei ha detto che non le piace il moe, ma Asuka non è moe?

Anno: Quando ho realizzato la serie tv, non esisteva il concetto di moe. Comunque mi piace Sailor Moon. Per la serie tv, eravamo sicuramente in ritardo. Non avevamo tempo per realizzare l’episodio 25 (nel modo in cui era stato originariamente concepito), perciò lo abbiamo fatto per l’edizione cinematografica. L’episodio finale, il 26, doveva essere originariamente nel modo in cui è. Nella scena dell’episodio 16 che rappresenta la conversazione tra Shinji e l’angelo, Tsurumaki ha vietato che l’angelo si esprimesse in lingua giapponese. Perciò la questione di fondo è diventata da quel momento la conversazione con se stessi, e si è conclusa con il concetto su quanto si possa scendere a compromessi con gli altri. Abbiamo realizzato l’episodio finale in 4 giorni. Prima abbiamo effettuato la registrazione del doppiaggio, dopodichè abbiamo realizzato gli storyboard.

質問「この大学はどうだったか?」
庵野さん「仲間ができたことが一番良かった。大学の友達ってのは一生ものになる可能性が高いです。一般(教養)の授業は受けなくなった。特に英語が低レベルすぎた。でも、今一番後悔してるのは、英語を勉強しなかったこと」

Domanda da parte di uno studente: Come è stata la tua vita all’università?

Anno: La cosa migliore è stata farmi degli amici. C’è la forte probabilità che le persone che conosci all’università restino tuoi amici per il resto della tua vita. Ho finito per non seguire i corsi delle materie istituzionali. In particolare, la mia conoscenza dell’inglese era troppo bassa. Comunque, la cosa di cui più mi pento oggi è di non aver studiato l’inglese.

Hideaki Anno e Kazuo Koike

Aggiornamento del 26 dicembre – Sul numero di febbraio (in uscita il 28 dicembre) di “Stranger Sorento”, rivista edita dall’Osaka University of Arts, sarà pubblicata la trascrizione del dibattito tra Koike ed Anno, tenutosi presso quest’università lo scorso 22 ottobre.

Copertina del numero di febbraio 2014 di Stranger Sorento, che conterrà la trascrizione del dibattito tra Anno e Koike

Fonte: Minna no Eva Fan

Un doveroso ed immancabile ringraziamento a Chiaki05 per l’aiuto ed i chiarimenti.

Info su Nevicata

Appassionato di cartoni animati e fantascienza, Nevicata rimane inevitabilmente folgorato da Neon Genesis Evangelion. Nel 2003 apre il sito Distopia.
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23 risposte a Hideaki Anno e Kazuo Koike – Dibattito all’Osaka University of Arts

  1. Simone scrive:

    Ciao ragazzi, come sempre complimenti! Trovo questo contributo interessantissimo! Anche se riportate soltanto alcuni passaggi della conversazione, io trovo che sia molto importante conoscere la visione di Anno. Mi piace molto leggere i suoi pensieri, soprattutto se a riguardo di un’opera di lettura complessa come Eva. Poi alla fine si scopre che il primo ad essere incasinato è Anno.. e non poteva essere altrimenti :)
    Ancora complimenti per aver pubblicato la traduzione in italiano delle parti dell’incontro disponibili, è un contributo prezioso!

    • Nevicata scrive:

      Grazie mille per i complimenti! Ero molto interessato a questo dibattito fin da quando era stato annunciato su Minna no Eva Fan, ed appena è stata pubblicata una traduzione in inglese l’ho divorata!
      Tra l’altro, le considerazioni fatte dai ragazzi di evageeks e presenti sul thread linkato nell’articolo sono molto interessanti.

  2. Simone scrive:

    Grazie mille per la traduzione! Molto interessante come intervista!
    La risposta riguardo la riscrittura ciclica del copione Final, mi porta a pensare che Anno stia seguendo il consiglio che Kaworu fornisce a Shinji in Q:
    – “Perciò se voglio migliorare il suono che sto facendo, cosa dovrei fare?” ,
    – “Ci vuole pratica…Ripeterlo ancora e ancora, finché non lo sentirai tuo…Questo è l’unico modo.” Spero però che non entri in un loop! XD

    A parte gli scherzi, molto interessante il fatto che il copione di Final stia prendendo forma!
    Mi piace molto quando afferma che: “non sto criticando, sto esprimendo le mie opinioni”, la percepisco come una cosa molto personale che Anno aveva con se stesso. Come se non apprezzasse in toto la propria vita, sentisse una sorta di disagio, e quindi volesse in qualche modo scavare più a fondo per capire e per avere la forza di rendere la propria vita più vicina a ciò che lui sentisse importante per sé. Vedere il “che schifo!” di Asuka o il finale dell’episodio 26, sotto forma di opinione di Anno piuttosto che come critica, in effetti è, IMHO, più bello, perché non è un giudizio contro qualcuno, ma è più un giudizio con se stesso, una cosa del tipo: “mi guardo Sailor Moon a 25 anni, però mi sento a disagio se ne parlo in giro, evidentemente il mio animo necessita anche di altro, che ancora non gli ho dato per vari motivi (e.g. escapismo, complessi, poca consapevolezza etc.)”.
    “Perciò la questione di fondo è diventata da quel momento la conversazione con se stessi, e si è conclusa con il concetto su quanto si possa scendere a compromessi con gli altri.” una specie di binomio tra individualismo/ricerca di sé e adattamento/compromessi (positivi e negativi) con l’ambiente circostante.
    Magari sto interpretando in modo sbagliato, ma nelle interviste di Anno mi sembra sempre di percepire questo.

    Un’altra cosa che mi ha colpito è, se non ho capito male, che l’ep.25 in originale doveva essere Air, mentre il 26 originale doveva essere molto più simile a Take care of yourself, che non a My purest heart for you/OMF. Sempre più curioso di sapere come finirà Final!
    Grazie ancora per questo post! :D

    • Nevicata scrive:

      Ci sono moltissimi spunti interessanti nelle dichiarazioni di Anno su Eva e sulle sue varie incarnazioni.
      Sì, quello che sulla carta era l’episodio 25 non è stato realizzato, per questioni di tempo e di budget, per la serie tv ed ha visto la luce in Air.
      Per colmare questo vuoto, l’episodio originario 26 è stato “sdoppiato” e sono stati realizzati gli episodi televisivi 25 e 26 che noi conosciamo.
      Final prende forma e continua a crescere e ad evolversi continuamente: sebbene io cinicamente dubiti che quello che vedremo prossimamente sarà il finale definitivo di Eva, il continuo lavoro di Anno sulla nostra serie preferita è la dimostrazione di quanto il buon Hideaki ami questa sua opera.
      Condivido le tue considerazioni: d’altronde appare chiaramente che il lavoro che Anno ha riversato in Eva è innanzitutto un processo di analisi introspettiva e di personale crescita interiore. Il suo disagio e la sua voglia di migliorare si sono concretizzati ed espressi in Neon Genesis Evangelion, e forse questo è il motivo per cui la serie originale ed il Rebuild denotano significative differenze.

  3. Ritsuko Akagi scrive:

    Come faccia Anno a parlare di Evangelion senza il Magister che l’ha assistito non l’ho mai capito XD avrà qualche foglietto nella manica? XD

  4. Simone scrive:

    Vero, ci sono vari spunti interessanti nell’intervista; una cosa che mi ha particolarmente colpito è quando dice di voler far conoscere ai bambini la morte in Nadia. In seguito, quando fecero Evangelion, il target di riferimento era “bambini delle scuole medie”. Non ricordo se questa cosa l’ho vista in un video, o se l’ho letta in qualche intervista, ma la cosa che mi colpì era che Anno disse che NGE era per far capire ai bambini/ragazzi il prima possibile com’è la vita, scrollandogli la campana di vetro di dosso (il senso era questo). Questa cosa mi ha colpito perché mette in ombra la beltà dei cartoni animati fini a se stessi, che possono attrarre con il loro escapismo, rendendo chi guarda passivo, in quanto si sente coccolato da questi disegni colorati. A questo punto credo di capire perché Anno apprezzi Madoka…

    Su quanto Final sarà una conclusione definitiva per Evangelion non saprei, in un certo senso data la forte presenza di richiami ai lavori precedenti della carriera di Anno, credo che sì, la conclusione possa essere la chiusura del cerchio, per poi passare ad altro.
    Non so quanto possa essere un bene usare ancora il palcoscenico/universo di Eva, nelle prossime opere, a meno di voler fare un sequel, che sia tale.
    Sia NGE, che EoE, che il manga di Sadamoto e probabilmente anche il RoE, vertono sulla spinta a far sbocciare la volontà di trovare se stessi e il proprio ambiente. Tuttavia una volta raggiunto questo scopo, tutto si conclude. Per quanto abbiamo visto finora in RoE, penso che anche Final avrà una conclusione di questo tipo, dato che Shinji in tale film dovrà appunto cercare e trovare la speranza/volontà di vivere. Per dire, secondo me Final potrebbe assumere un po’ i toni del finale di Mononoke Hime di Miyazaki, andando a mettere insieme il finale apparentemente troppo luminoso di NGE, ed il finale troppo ermetico e a sfondo quasi pessimistico di EoE. Sarebbe un finale definitivo? Definitivo sì, per quanto riguarda un preciso periodo della vita. Non vedremo Shinji che va all’università, che deve fare colloqui di lavoro, che deve affrontare gli altri periodi successivi della vita, nelle vesti di un 30-enne alla Kaji, o nelle vesti di un padre di famiglia o altro. Sinceramente l’unico sequel di Evangelion che mi piacerebbe vedere, sarebbe incentrato su tematiche di questo tipo, una sorta di Maison Ikkoku (Godai che tenta l’università, il lavoro), o un po’ nel concetto di Omohide poro poro di Isao Takahata o Quartieri lontani di Jiro Taniguchi; insomma l’atto vero e proprio del costruire/coltivare il proprio ambiente, e non la sola volontà di volerlo fare. Se Anno non farà scemenze, IMHO, credo che abbia tutte le carte in regola per poter chiudere in modo definitivo l’universo e le tematiche di Evangelion.

  5. Giuseppe Ippolito scrive:

    Interessante l’intervista e altrettanto interessanti tutti gli interventi dei ragazzi che sono intervenuti. Io ho semplicemente una domanda da fare a voi tutti che sembrate molto più “attenti” di me alle vicende del fantastico Anno. Non c’è mica la possibilità che rimetta le mani su “Nadia” (“Il Mistero Della Pietra Azzurra” insomma)? Quella serie è già un capolavoro così com’è, ma oggi potrebbe avere finalmente il film (o i film) che merita. Poi penso a certe puntate (nel periodo delle isole) che per problemi di tempo e di budget furono sacrificati dal punto di vista qualitativo.. Insomma il mio sogno sarebbe rivedere le vicende di Nadia con i mezzi e le possibilità attuali… potenzialmente sarebbe l’anime definitivo… (molte puntate e molte scene sono insuperabili ancora oggi). E poi sapete come mai il cortometraggio di Anno fatto in collaborazione con lo studio Ghibli non è presente nel blu-ray di Evangelion 3.33? Grazie.

    • Nevicata scrive:

      Ciao e innanzitutto grazie a te.
      Per quanto riguarda Nadia, sarebbe davvero interessante una “ripresa” di Nadia, senza filler e con le tecniche attuali, ma non credo che ciò avverrà, perlomeno in tempi brevi. Siamo d’accordo sul fatto che gli episodi filler a cui fai riferimento, nonchè il film, sono dei “punti bui” di Nadia.
      In effetti si potrebbe sfrondare Nadia del superfluo e portarlo al cinema rendendo finalmente giustizia a quest’opera… Rebuild of Nadia? :D
      Per quanto riguarda il corto dedicato al Dio Guerriero, a quanto pare ci sono stati dei problemi a livello di diritti che hanno impedito la pubblicazione sui supporti home video italiani, stessi problemi che hanno comportato l’esclusione, dall’edizione limited first press, del cd ost extra, presente invece nell’edizione giapponese.

      • Giuseppe Ippolito scrive:

        Grazie per la risposta. Peccato, sarebbero stati dei contenuti speciali importanti… Quanto a Nadia, Nelle interviste leggo sempre un grande amore per questa serie sia da parte di Anno che da parte di Yoshiyuki Sadamoto e i richiami anche in Evangelion sono tanti… un Rebuild of Nadia? Sarebbe bellissimo! ^___^
        Tornando a Evangelion, ho apprezzato i tre film visti al cinema, gli angeli hanno un “aspetto” e delle dinamiche molto più “importanti” rispetto alla serie, ma questo grazie ai maggiori investimenti e alle nuove tecnologie me lo aspettavo.. io ho però una critica d fare: molti personaggi non trovate che vengano sacrificati? il rapporto fra Misato e Kaji (sto per fare una rivelazione per chi non ha mai visto la serie, anche se credo che chiunque intervenga in questa sede avrà visto almeno una decina di volte tutto ciò che riguarda Eva :D ) è solo accennato.. nella serie scene come i dialoghi a letto fra i due o la morte di Kaji con la scena in cui Misato piange a casa sua, sono “momenti” cinematografici fantastici.. poi la scelta di mutilare Asuka invece di Toji, non so, mi sembra che la serie da questo punto di vista sia superiore.. senza contare che sono quasi assenti le vicende pre-first impact, speravo in un racconto più corposo.. Chi non ha mai visto la serie e vede solo i film non saprà mai nulla del senso di abbandono di Asuka, della follia della madre… o del rapporto e dei “motivi” che stanno dietro i Magi e la dottoressa Ritsuko.. insomma, tutto questo mi è mancato nei film. Certo mi direte che in quattro film tutto non poteva entrarci, ma io mi sento di dissentire, accorciando lo spazio alla “spettacolarità” di certe scene d’azione che sarebbero comunque rimaste belle e spettacolari lo stesso, si potevano ricavare minuti e minuti per raccontare anche questi aspetti.. poi se ci riflettete, l’intera serie di Evangelion in 26 puntate dura quasi otto ore, i tre film anche se durassero un’ora e mezzo ciascuno raggiungerebbero le sei ore… insomma non c’è proprio un abisso.
        Speravo che dal punto di vista narrativo i film avessero almeno eguagliato la serie e purtroppo a mio modo di vedere questo non è successo. Detto ciò adoro i film per la loro grandiosità, ma li ho potuti apprezzare conscio della trama della serie.
        Poi una domanda, io ancora non ho rivisto una seconda volta il terzo film, quindi poi magari lo capirò meglio da solo, ma mi sapete dire perché Kaworu fa tutto il pensieroso prima di morire? Risulta quasi ridicolo ad un certo punto, credo quasi volutamente, ma non ne ho colto il senso nella mia, “unica”, visione.
        Grazie per le risposte. ;)

      • Simone scrive:

        Ciao Giuseppe, anch’io avevo pensato al fatto che tutto sommato facendo 4 film, alla fine come durata (1.5h/2 h a film) ci si poteva avvicinare ad una serie di una 20-ina di episodi XD

        Credo che questo sia un argomento più adatto al post su Eva 3.0 e che qui siamo off topic rispetto al post dell’intervista, comunque condivido la questione sul poco spessore dei personaggi, i quali, IMHO, vivono di luce riflessa da quelli della serie tv.
        Tuttavia credo che ciò possa essere indicativo delle motivazioni soggiacenti al Rebuild, nonché a dove questo possa andare a parare.
        In effetti queste cose, unite al fatto che Anno si è sposato, che sta meglio psicologicamente rispetto al periodo di NGE, e se penso anche al fatto che ha doppiato il personaggio principale dell’ultimo film di Hayao Miyazaki, e nei video si vedono simpatici siparietti in cui i 2 registi ridono insieme, insomma tutte queste cose mi fanno pensare che la visione di Anno sulla vita sia molto più rilassata. Anche nel manifesto del Rebuild (http://evashinjekijoban.altervista.org/home/the-rebuild/) si sente l’entusiasmo e la volontà di Anno di riuscire a creare un prodotto per combattere la chiusura dell’animo dilagante e per dare un messaggio forte al pubblico:
        “E’ una storia di un protagonista che, malgrado la reiterazione delle stesse esperienze, si rialza costantemente.
        E’ la storia di un tentativo, quello di avanzare, di procedere almeno solo di un passo.
        E’ la storia della risoluzione, della volontà di stare assieme agli altri anche se si è bloccati dalla paura di toccare il prossimo, al costo di sopportare una vaga solitudine.
        Sarò davvero felice se vorrete seguire questi quattro film che si evolvono da una stessa storia verso una diversa forma.”

        Forse cambia la forma, ma il contenuto rimane.
        Sono fiducioso che Anno voglia concludere con un finale di speranza e di risoluzione. Non un happy ending simile al siparietto scolastico dell’ep.26 tv, ma più nello stile di Mononoke Hime, o del manga di Nausicaa, in cui Miyazaki alla fin fine non faceva vincere ne la natura ne la tecnologia, ma manteneva entrambe, per la ricerca di una convivenza.
        Ed in effetti anche il finale dell’ep.26 e del manga seguono questa linea. E’ un po’ come mantenere, proteggere e promuovere le diversità, nell’idea di ricercare una convivenza, contro il bieco appiattimento e all’omologazione della globalizzazione.
        Per carità, sto andando paurosamente OT, e queste sono solo mie impressioni eh, sulle cose che ho letto/visto.
        Penso che alla fine Shinji si allei con la Wille, e cerchi di ricostruire il mondo insieme agli altri (Misato, Ritsuko, Asuka, eventualmente Kaji…etc). In effetti come finale somiglierebbe all’inizio di “Nausicaa nella valle del vento”, con il popolo della Valle del vento, che cerca di vivere nonostante la “giungla tossica”. Si sa, che Anno voleva ideare Evangelion come prequel di Nausicaa, ed in effetti il filmino di 10 minuti del Dio Guerriero prima di Q, ehm chissà… indizio? :-)

        Riguardo Kaworu: santa miseria è stato 7 ore a fissare le lance con fare perplesso, se Shinji non fosse stato così disperato avrebbe dovuto dare una badilata a Kaworu: http://www.youtube.com/watch?v=1cd-EoVTK3w
        A parte gli scherzi, credo sia stata una scena esagerata, il cui scopo probabilmente è da vedersi forse solo nel permettere l’accadimento degli eventi, che Anno voleva far accadere: Kaworu perplesso (che però si sveglia proprio quando Shinji prende le lance) e Shinji che agisce indisturbato.

  6. veetoo scrive:

    Articolo interessante ma non ho capito la storia dell’Angelo a cui è stato vietato di parlare in giapponese ….

    • Nevicata scrive:

      Noi supponiamo che Tsurumaki abbia effettuato la scelta artistica di non far esprimere l’Angelo in un linguaggio umano (nella fattispecie in giapponese). Per ovviare a questo, è stata effettuata la scelta di mediare la comunicazione Shinji/Angelo attraverso un “altro Shinji”, e da lì sono nati i famosi dialoghi interiori di Evangelion.

  7. Darayava scrive:

    Buongiorno a tutti. Mi unisco ai complimenti per l’articolo molto interessante e pure per alcuni commenti molto utili.
    Concordo con Nevicata sulla questione del finale: anche io sono molto portato a pensare che Anno non abbia intenzione di chiudere il cerchio definitivamente sull’universo Eva. Sia per ragioni economiche (diciamocelo, non e’ che abbia sperimentato e osato molto in questi anni), ma forse anche per questioni culturali/filosofiche. Infatti noto che solitamente le opere realizzate in oriente hanno la tendenza ad avere finali aperti, o comunque la sensazione che lasciano e’ quella di un continuo divenire, come il “panta rei” di Eraclito; diversamente (escludendo le opere che nascono come seriali) il pensiero occidentale sembra rifarsi piu’ ad una visione hegeliana: la famosa “tesi-antitesi-sintesi” che presenta un qualcosa di chiuso in se stesso e circolare.

    Mi piace molto il concetto emerso dall’ intervista di “uomini creati da uomini”, cosi’ come il desiderio da parte di Anno di “svezzare” i propri spettatori.

    Delusione totale invece per la limited edition del Blu Ray. La comprero’ alla fine ma non riesco a nascondere lo sdegno, sia per la localizzazione che non propone i contenuti extra e sia per i creatori/realizzatori: con tutti i fan e gente che segue Eva con passione tutto quello che c’e’ da offrire e’ qualche trailer e un misero booklet, e se va bene un filmatino risicato in CG che se non guardi fa lo stesso? Bah, su questo mi sento un po’ preso in giro.

    • Simone scrive:

      Ciao Darayava, condivido con te la questione sul divenire, che in effetti avevo inserito nel mio commento scrivendolo tra le righe; per questo citavo Mononoke Hime, Omohide PoroPoro e parlavo di un post-Eva.
      Secondo me, questo RoE approfondisce molto poco i personaggi, per poter tirar giù qualche tematica filosofica/psicologica/culturale dettagliata come è avvenuto in NGE.
      Ciò non toglie che comunque, secondo me, nel finale queste tematiche verranno trattate, seppur in maniera meno approfondita rispetto ad NGE.
      D’altronde le opere sono frutto del percorso personale di un individuo, e sono quindi figlie del suo modo di pensare e di ciò che questi vuole esprimere.
      Nel caso di Evangelion, questo è frutto della visione della vita di Anno, e del lavoro collettivo con lo staff, e se pensiamo alle motivazioni dietro la volontà di fare Evangelion negli anni ’90 e consideriamo le questioni che venivano analizzate, non è poi così difficile comprendere il senso dei finali di NGE e di EoE e la loro ragion d’essere.
      Fondamentalmente, agli occhi di una persona che è in grado di vivere normalmente, oppure agli occhi di una persona laureata in psicologia o filosofia, Evangelion potrebbe addirittura risultare scontato (questo ad esempio è il parere di Tsurumaki su Eva).

      Secondo me, dato che RoE non si interroga e non si addentra in questioni ontologiche, filosofiche e psicologiche, il finale sarà davvero molto più definito e comprensibile; per esempio lo stesso Anno in un’intervista diceva che il Rebuild sarebbe stato meno “gonfio” rispetto alla serie tv, prendendo più il lato dell’intrattenimento.
      Che visione avrà adesso Anno della vita?
      Se sentiva “vecchio” NGE, come afferma in un’intervista, ed ha voluto fare questo Rebuild, sicuramente in Final dovremmo vedere ciò che vuole esprimere.
      Personalmente punto sulla tematica dell’adattamento, sulla capacità di adattarsi senza lasciarsi distruggere dall’impetuoso divenire della vita. Ovvero vivere con la consapevolezza che la vita non è statica, ma che è mutevole. La ricerca ontologica, le persone, la società etc. evolvono e si trasformano. Un secolo fa, non esistevano i pc, ed i bambini giocavano a “campana”, con le bambole di stracci e si arrampicavano sugli alberi, mentre ora ci sono altri tipi di giochi; un secolo fa non si conosceva la relatività generale ne la meccanica quantistica, ora si lavora a teorie di unificazione come la teoria delle stringhe; e così via con tanti altri esempi.
      Ma come già diceva Yui in NGE: “ogni posto può essere un paradiso se si ha il desiderio di vivere”.
      Questo per dire che quando scrivevo che secondo me sarà un finale chiuso, intendevo che sarà costruito in modo tale da permettere a Shinji e ai vari personaggi, di proseguire nella loro vita, dopo i 14 anni. Insomma ‘sti ragazzi li vogliamo mandare anche alle superiori, all’università e li facciamo diventare adulti o vogliamo tenerli a tempo indefinito alle medie a pilotare robottoni? XD
      Per farla breve, mi aspetto un finale simile a quello del manga di Sadamoto, che ricalca grossomodo lo spirito del finale della serie tv.
      Per me questo è un finale chiuso nel senso che va a chiudere l’opera per l’obiettivo che si propone: far sì che Shinji risolva i suoi problemi esistenziali, e decida di cercare se stesso e il proprio posto nel mondo, pronto ad affrontare i vari problemi della vita e le varie gioie. Il sequel a questo punto, sarebbe farci vedere cosa farà effettivamente Shinji, cosa coltiverà, che ideali avrà e così via; ma questa, come si dice, è un’altra storia.

      • Darayava scrive:

        Ciao Simone e grazie mille per il tuo commento. Colgo l’occasione per farti i complimenti per tutti i tuoi interventi presenti su questo blog, li leggo sempre con particolare interesse e attenzione perche’ denotano una profonda cultura e una fine capacita’ di analisi e interpretazione, e offrono molteplici spunti di approfondimento e collegamenti con varie altre tematiche.
        Trovo giustissimo ad esempio analizzare l’opera Eva tutta alla luce della storia personale del suo autore principale, dato che in varie occasioni e’ stato lo stesso Anno a dare dei suggerimenti in questo senso (pur non volendo egli ridurre l’intera esegesi di Eva a questo tipo di interpretazione). Personalmente ritengo infatti che sia molto utile ai fini di una corretta e completa analisi di una qualsiasi opera, guardare anche alla storia personale di chi quest’opera l’ha realizzata, tenendo conto di biografia, interessi, influenze culturali e quant’altro (ovviamente nel caso queste informazioni siano reperibili). Tutto cio’ nonostante ci siano scuole di pensiero che affermano il contrario.
        Per quanto riguarda un possibile seguito di Eva da te ipotizzato che racconti della vita di uno Shinji e degli altri personaggi finalmente cresciuti (o meglio “evoluti” :)), secondo me prenderebbe una strada un po’ troppo fuori dai binari finora percorsi dalla serie e dal Rebuild. O per dirla in un altro modo: finora abbiamo visto un anime metaforico/filosofico mascherato da seinen d’azione fantascientifico. Una volta che si giungesse ad una chiusa che ne raccolga tutte le trame e tematiche principali, cio’ sarebbe sufficiente in base alle normali regole drammaturgiche. Raccontare “il dopo” di una storia gia’ conclusa sarebbe IMHO qualcosa di sovrabbondante, una coda posticcia. Certo magari interessante se si trattasse di un breve riassunto come le sequenze conclusive di qualche film, ma niente di piu’. Altrimenti diventerebbe intrinsecamente “altro”.
        Se vogliamo, e chiudo, ci sono gia’ presenti sia nella serie sia ovviamente nel Rebuild moltissimi suggerimenti, metafore a allusioni riguardo alle scelte che i personaggi dovrebbero o potrebbero fare per completare il proprio processo di riconoscimento di se e di crescita personale, sta a noi spettatori immaginarcene una per loro. O almeno cosi’ mi piace pensarla.

      • Simone scrive:

        Ti ringrazio Darayava, e devo ringraziare anche Hikari e Nevicata che non mi hanno ancora preso a badilate, per i miei commenti sempre troppo lunghi e spesso OT, anche se penso che prima o poi lo faranno XD Su internet ho sempre il dubbio di come potrebbero apparire i dialoghi agli occhi altrui, mentre spero che si legga sempre un velo di leggerezza :-) Credo fortemente che condivisione e confronto delle opinioni soggettive di tutti e, ovviamente, la presentazione delle informazioni oggettive reperibili, siano cose fondamentali.

        Condivido pienamente il discorso sul modo di fruire un’opera, che in primis fa scaturire sensazioni soggettive, ma che poi penso, qualora sia necessario, debba essere conosciuta in termini obiettivi, per comprenderne effettivamente la ragion d’essere. A meno che ciò non sia necessario.

        Per quanto riguarda il sequel di Eva, diciamo che quello che volevo dire è che indipendentemente dall’usare ancora il palco di tale opera, ciò che fondamentalmente mi piacerebbe/sarei curioso di vedere, è come Anno affronterebbe un tema prettamente post-adolescenziale e.g. il mondo del lavoro, la famiglia, trattandolo in modo Seinen rivolgendolo a giovani adulti, senza escapismo, ma improntandolo sulla realtà di tutti i giorni.
        Lo troverei anche in linea con le sue idee di cercare di trasmettere sempre qualcosa di concreto allo spettatore, nonché potrebbe essere un buon modo per realizzare quello che all’inizio voleva fare con Evangelion: un prodotto di animazione che fosse interessante anche per gli adulti, trasmettendo loro qualcosa di concreto.
        Esempi in questa direzione potrebbero essere i prodotti che ho citato precedentemente, o anche lavori come “Ai tempi di Bocchan” e “Una vita tra i margini” (che però non ho avuto modo di leggere). Ma magari il manga è un medium più adatto per certi argomenti, piuttosto che l’animazione, essendo più vicino ai testi su carta, cioè i libri, che sono più intimi ed immersivi.
        Per concludere, alla fin fine tra libri, manga, esperienze in prima persona nella vita vera, sport, etc. tutto può essere un valido “seme” che può aiutare l’individuo a conoscere e a coltivare se stesso e l’ambiente circostante, fatto di persone, interessi, ideali etc. :-) come diceva Pertini: “I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”.

    • Nevicata scrive:

      Ciao Darayava, per quanto riguarda l’edizione first press pubblicheremo un articolo nei prossimi giorni, se ti va possiamo approfondire lì la questione sugli extra.

      • Darayava scrive:

        Grazie Nevicata sei gentilissimo come sempre. Si’ mi interesserebbe molto l’argomento dato che non ho trovato informazioni univoche, che sono sicuro voi di Distopia sarete invece in grado di dare. :)

  8. Giuseppe Ippolito scrive:

    Grazie Simone per la risposta, e scusa per l’off-topic, mi intendo poco delle dinamiche di un blog… in questo senso sono anarchico per ignoranza, lo ammetto. Continuerò a seguirvi, sperando di essere più “disciplinato” in futuro. :D

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