Corsi e Ricorsi Fantascientifici – Dal Loop al Multiverso

In occasione di Legacy of Evangelion, in coda alla proiezione di Death & Rebirth e The End of Evangelion di sabato 21 maggio, NipPop ci ha dato la possibilità irripetibile di presentare “Corsi e Ricorsi Fantascientifici”, ovvero due nostri interventi scritti per l’occasione e aventi come oggetto Evangelion e la fantascienza (ricordiamo che il tema del NipPop 2016 era appunto “Giappone e fantascienza”).
Il primo intervento che pubblichiamo su Distopia è quello di Ilaria “Hikari”.

Corsi e Ricorsi Fantascientifici – Dal Loop al Multiverso

Corsi e Ricorsi Fantascientifici - Legacy of Evangelion, NipPop 2016 - Ilaria Hikari

One more final, chiusura apocalittica di The End of Evangelion, già nel 1997 destò molto scalpore.
In una pellicola che avrebbe dovuto chiudere tutte le sottotrame di Neon Genesis Evangelion, Hideaki Anno decise di innescare una bomba con questa conclusione criptica che, invece di chiarire le cose, apriva nuovi scenari e inquietanti domande, non solo sul destino di Shinji, Asuka e – perchè no – Rei, ma su quello dell’intera umanità.

Negli anni successivi tutti gli appassionati di Evangelion si sono lanciati nelle più svariate interpretazioni, senza peraltro potersi mai accordare su una versione definitiva poichè nessuna dichiarazione ufficiale del regista o della Gainax ha mai spiegato esplicitamente cosa questi ultimi minuti del film volessero realmente rappresentare.

Le discussioni si sono mantenute vive negli anni, ma hanno ricevuto una scossa violentissima quando è stato distribuito nel 2007 You Are (Not) Alone, primo film del Rebuild.
Con l’uscita di Evangelion: 1.0 ha preso sempre più piede la cosiddetta Teoria del Loop, affrontata da molti siti specializzati all’estero e in Italia.

La teoria si basa su prove nate dal confronto tra serie e film originali e Evangelion: 1.0: analizzando la pellicola del Rebuild fotogramma per fotogramma molti si sono accorti che Evangelion: 1.0 non era un semplice reboot perchè alcuni dettagli, nemmeno così microscopici, non tornavano, a partire proprio dal mare rosso, immagine conclusiva di The End of Evangelion.

Il mare rosso in The End of Evangelion appare in apertura di Evangelion: 1.0

Non è una cosa fuori dal comune che, nell’ambito dell’animazione giapponese, autori e registi rinarrino le proprie storie: pensando alla fantascienza un nome su tutti è quello di Go Nagai.

Evangelion: 1.0 dovrebbe rinarrare la storia di Evangelion fedelmente e la trama non è dissimile dai primi 6 episodi della serie originale.
Eppure Hideaki Anno piazza nel film un mare inspiegabilmente rosso, proprio come era diventato alla fine di The End of Evangelion, sagome gigantesche tecnicamente ingiustificate, navi da guerra buttate “a caso” in mezzo alla strada, cose che ci ricordano il combattimento finale dell’Eva-02, una Luna macchiata di sangue come se il Third Impact fosse già avvenuto.

Andando avanti con Evangelion: 2.0 ed Evangelion: 3.0, la Teoria del Loop ha accumulato sempre più prove, grazie soprattutto a un personaggio: Kaworu.
Kaworu sembra conoscere Shinji prima di averlo incontrato. Lo stesso Kaworu che si “risveglia” in un sarcofago sulla Luna, circondato da altri sarcofagi, alcuni aperti, altri chiusi.
Il tempo si riavvolge su se stesso, le azioni e le vicende si ripetono in attesa che qualcosa o qualcuno prima o poi interrompa il Loop.
Eppure nel Loop Kaworu ha perfettamente coscienza del passato, per lui il tempo sembra essere lineare e non circolare.
E tracce evidenti dei suoi “passati” restano, tracce concrete, come ad esempio i sarcofagi.

Perchè nei vari cicli gli avvenimenti sono simili, almeno fino alla comparsa di Mari, eppure numerosi dettagli differenziano in modo netto i cicli stessi, lasciando addirittura tracce di quanto precedentemente avvenuto?

Kaworu sorge da un sarcofago sulla luna, sul finale di Evangelion: 1.0

Premettendo che non sono qui per elaborare l’ennesima teoria (in rete potete leggerne alcune) ma per divertirmi insieme a voi, proviamo ad analizzare questi dettagli e queste differenze tra Evangelion e Evangelion Shin Gekijoban alla luce di un presupposto più occidentale e fantascientifico, considerato che la Teoria del Loop invece interpreta i dettagli alla luce di una spiritualità tipicamente orientale, basata su cicli di morte e rinascita, che perfezionano l’individuo portandolo sulla via dell’illuminazione.
Se la Teoria del Loop parte dal presupposto che qualcosa abbia innescato la ripetizione e qualcosa l’abbia interrotta, consentendo al tempo di riprendere a scorrere linearmente, come testimonia anche simbolicamente la progressione numerica dei brani del lettore SDAT di Shinji, che dalle tracce 25-26 passa alla traccia 27 e procede con la 28, una visione più fantascientifica vedrebbe le cose in modo diverso.

Acquista Punta al Top! GunBuster Evangelion fonde fantascienza e spiritualità ed è doveroso ricordare che nel corso della sua vita Anno si è avvicinato alla psicologia e alla spiritualità, ma partendo da una passione sfrenata per la fantascienza, come testimoniano tutte le opere precedenti a Evangelion, e penso non solo al famosissimo Nadia, ma anche e soprattutto a Punta al Top! GunBuster, un’opera in cui è predominante la fantascienza pur essendo presenti tematiche relative al destino dell’umanità o al senso dell’esistenza.

In una visione più fantascientifica, Shinji Ikari potrebbe trovarsi al centro di un Multiverso, di cui Shinji stesso è inconsapevole perno.

Durante il Perfezionamento Shinji contempla infiniti universi paralleli e infinite possibilità dell'esistenza

Nel finale originale di Evangelion, ed è indifferente considerare il finale televisivo o il finale di The End of Evangelion, Shinji ascenderebbe a uno stato semidivino; in questa condizione, si trova a dover prendere una decisione che lega il suo destino a quello dell’umanità: accettare o rifiutare il Perfezionamento dell’Uomo.

Shinji decide allora di prendere in considerazione tutte le possibilità e tutte le infinite possibilità si materializzano concretamente in vari universi paralleli, tra cui Shinji e la sua esplorazione costituiscono il punto di contatto.

Shinji sonda le infinite possibilità del proprio essere

Evangelion, in tutte le sue forme, ci mostra questi universi: Shinji esplora una dimensione alternativa in cui nulla di brutto è successo, sua madre Yui è viva, Asuka è un’amica d’infanzia e Rei una studentessa appena trasferitasi a Neo Tokyo-3, e mi riferisco all’episodio 26 televisivo; in un’altra dimensione, Shinji è ai margini della storia, uno spettatore sullo sfondo e non esiste e non interagisce nella vita degli altri personaggi, in un’ardita versione live action presente in The End of Evangelion; Shinji potrebbe essere più risoluto e sicuro, come lo abbiamo visto nel manga di Sadamoto; o potrebbe provare a prendere decisioni diverse, come accade nel Rebuild.

Nel finale televisivo viene presentata una realtà normale, con scene di vita quotidiana; in End of Eva si prospetta un mondo senza Shinji; nel manga Shinji salva Asuka dall'attacco degli Eva Series; nel Rebuild la traccia 27 sullo SDAT ci rivela che scelte differenti si ripercuotono sulla realtà fin nei minimi dettagli

E questo volendo citare esclusivamente il cosiddetto canone di Evangelion, perchè in realtà potrebbero essere chiamate in causa anche altre opere, come ad esempio il corto until You come to me, presentato all’interno della Japan Anima(tor)’s Exhibition.

I binari del treno potrebbero essere una metafora degli infiniti universi paralleli creati da Shinji in seguito al Perfezionamento?

Rispetto a questo corto, l’immagine che più mi ha colpito è quella dei binari, prima numerosi dopo uno scambio ferroviario e poi un binario unico: potrebbero essere serie TV, The End, manga e Rebuild che, dopo essersi separati, torneranno a convergere, magari in Evangelion: Final / Evangelion: 3.0+1.0?

Da 3 binari si torna a un unico binario. Gli universi paralleli convergeranno in Evangelion: Final?

Quello che è certo è che noi abbiamo potuto vedere vari finali, che raccontano in modo diverso la stessa cosa: dopo aver osservato tutte le possibilità Shinji capisce di aver bisogno degli altri e di dover cambiare se stesso e il suo modo di porsi piuttosto che desiderare cambiamenti nelle circostanze esterne, e io credo che anche Final si orienterà nello stesso modo, anche se probabilmente troveremo Shinji in un contesto completamente diverso da quello in cui l’abbiamo visto in passato.

Fantascientificamente, il fatto stesso che Shinji, nel momento della scelta sul Perfezionamento, abbia pensato alle varie possibilità, ha fatto sì che queste esistessero, generando il Multiverso.
E nel Multiverso gli universi possono differenziarsi per piccoli dettagli o dare vita a storie completamente differenti, come in Evangelion: 3.0.

Se di fantascienza si tratta, possiamo anche pensare che ci siamo viaggiatori tra gli universi: non penso tanto a Mari, che potrebbe in un universo essere compagna di università di Yui e in un altro universo compagna di lotta di Asuka, per quanto ci dia anche lei l’idea di sapere o ricordare cose che altri personaggi non sanno o ricordano, ma penso proprio a Kaworu e al suo risveglio nel sarcofago.
Kaworu ha conosciuto e voluto bene a Shinji prima che si generasse il Multiverso e cerca di difenderlo; noi abbiamo visto il risveglio di una delle manifestazioni di Kaworu, ma fantascientificamente potrebbe darsi che altri Kaworu, prima e dopo di lui, raggiungano Shinji in tutti gli universi che Shinji stesso ha creato, salvo poi rendersi sempre conto che “L’inizio e la fine sono uguali”: in ogni universo Shinji cambia le circostanze esterne, ma questo non lo porta a un finale positivo e questo non può cambiare fino a che lui non si renda conto che è se stesso che deve cambiare.

Da un punto di vista narrativo, anche se è chiaro che in ogni caso l’operazione del Rebuild non è un semplice remake e io non sono della fazione che pensa a una banale operazione commerciale, non è tanto importante che si tratti di Loop o di Multiverso, perchè una cosa non necessariamente esclude l’altra, se intendiamo l’uno come simbolo della spiritualità e l’altro come simbolo della fantascienza: in grandi capolavori della fantascienza, come ad esempio 2001: Odissea nello spazio, a cui Anno fa riferimento esplicitamente, fantascienza e spiritualità coesistono magnificamente, così è sempre stato in Evangelion.

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Evangelion non sarebbe neppure la prima opera a mescolare Loop e Multiverso: un titolo su tutti? La saga di The Dark Tower di Stephen King e non voglio spoilerare come facciano a coesistere le due cose, eppure è così.

Con questo articolo ho provato a dare un’interpretazione alternativa al rapporto che intercorre tra serie classica e nuova versione cinematografica. Spero di esserci almeno in parte riuscita.


Ringraziamo ancora una volta Sebastian “Seele” Marcelli, admin di EIF, e Paola Scrolavezza, presidente di NipPop, per averci concesso l’onore e il privilegio di presentare i nostri interventi dopo il capolavoro assoluto che è The End of Evangelion.
Grazie a Luca Fiore e a Ivan Ricci per i video, che proponiamo di seguito in un formato non editato (presto pubblicheremo il video definitivo).

Info su Hikari Horaki

Figlia degli anni ’80, Hikari Horaki ha conosciuto Neon Genesis Evangelion nel 2001 e da allora non l’ha mai tradito. Finalmente ora può dire la sua!

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