Angeli, il giusto adattamento di “shito” in Evangelion

A dicembre 2018, poco dopo la notizia dell’uscita di Neon Genesis Evangelion sulla piattaforma di streaming Netflix nella primavera 2019 e della relativa commissione di nuovi doppiaggi, abbiamo avanzato alcune nostre ipotesi su un eventuale riadattamento dell’opera in lingua italiana.

Qualora l’ipotesi in questione si rivelasse vera, cosa che scopriremo al più tardi il 21 giugno 2019, ci aspetterebbero molte variazioni rispetto a ciò cui siamo abituati, con un florilegio di adattamenti discutibili la cui punta dell’iceberg, ovvero la cosa più eclatante ma non la più grave, sarebbe molto probabilmente costituita dall’abbandono del termine “Angeli” in favore di “apostoli”. Nonostante le supposte motivazioni di fedeltà al giapponese, l’uso del termine “apostoli” pone in realtà numerosi dubbi di correttezza sia a livello linguistico sia per il contesto in cui è inserito.

Ormai l’approdo di Neon Genesis Evangelion su Netflix è imminente e pensiamo sia giusto che il pubblico, vecchio e nuovo, sappia cosa potrebbe attenderlo. Ecco a voi l’analisi dei motivi per cui adattare “使徒 (shito)” con “Angeli” è fedele, giusto e totalmente in linea con quanto è stato sviluppato dai creatori di Evangelion.

1 – Occorrenze interne a serie TV e film

All’interno del franchise di Evangelion compaiono in molteplici occasioni monitor con informazioni riportate in alfabeto latino. Per tutta la serie e i film cinematografici quando vengono visualizzati dati sui “nemici” viene sempre riportata la dicitura “Angel” in caratteri latini.

Riportiamo il fotogramma in questione dell’episodio 24, come singolo esempio per una lunga serie di casi.

I monitor in tutte le incarnazioni di Evangelion riportano la dicitura Angel

Anche nella tetralogia cinematografica di Evangelion attualmente in corso i dati sui nemici appaiono scritti in alfabeto latino e con la dicitura “Angel”.

2 – La sigla di apertura

Il titolo della sigla di apertura è 残酷な天使のテーゼ (Zankoku na Tenshi no These, lett. La Tesi dell’Angelo Crudele), in quanto “天使 (Tenshi)” significa per l’appunto “Angelo”. Anche nel testo del brano ricorre più volte la parola “tenshi”.

Nelle primissime immagini della sigla di apertura appare un essere con dodici ali costellate di occhi e dal volto molto simile a quello di Sachiel, ormai diventato il simbolo per antonomasia degli Angeli di Evangelion.

Nella sigla di apertura di Evangelion appare un angelo cherubino

Pur non apparendo nella serie, tale immagine è molto famosa e conosciuta tra gli appassionati di Eva. Nella pubblicazione ufficiale Eva Tomo no Kai allegata ai laserdisc giapponesi di Evangelion tale essere è indicato come uno dei cherubini, la schiera angelica seconda per importanza secondo la tradizione cattolica.
Questa figura potrebbe anche rappresentare l’angelo caduto Samael, che secondo la tradizione aveva dodici ali.

Nella sigla di apertura appare anche il seguente fotogramma riportante la scritta in caratteri latini, “Angels”.

Nella sigla di apertura di Evangelion appare la scritta Angels

3 – Nomi degli Angeli

Nell’episodio 14 vengono riepilogate le vicende che hanno avuto luogo fino a quel punto della serie e appaiono vari fotogrammi che rivelano i nomi degli Angeli: tali nomi sono stati scelti dalla Gainax tra quelli degli angeli della religione e tradizione ebraica, come Sachiel, Ramiel, Israfel, Bardiel, Zeruel, nomi teoforici portatori di deità con suffisso in -el.

Giusto per fare un esempio tra molti, ecco un fotogramma dell’episodio 14 con il nome di un Angelo, che riporta la scritta “L’attacco di Ramiel”.

Nell'episodio 14 appare la scritta L'attacco di Ramiel, nome di un angelo biblico

4 – Iconografia

Evangelion attinge a piene mani dalla religione ebraica, dalla cabala e dal cristianesimo per quanto riguarda atmosfere e simbologie. In alcuni casi gli Angeli di Evangelion volano, arrivano dal cielo e sono dotati di ali, tutte prerogative degli angeli della tradizione ebraica e cristiana.

La simbologia è voluta in modo così forte che nell’episodio 24 l’ultimo Angelo, Kaworu Nagisa, ha sembianze umane e fa la sua prima apparizione nei pressi di alcune rovine: sembra che questo ragazzo abbia le ali e il collegamento mentale “Kaworu/uomo alato/Angelo” è una precisa scelta di sceneggiatura e di regia.

La prima apparizione dell'Angelo Kaworu Nagisa è fortemente evocativa dell'immagine classica di un angelo

5 – Esotismo ed “essenza aliena”

Benché sia una parola comune formata da ideogrammi comuni, a livello di uso e di numero di occorrenze il termine “使徒 (shito)”, apostolo, derivante dalla traduzione cinese della bibbia, non è molto presente nella lingua giapponese poiché non ci sono effettive occasioni di usarlo al di là del contesto specifico della sola religione cristiana; per esempio, nella religione buddhista si usa un termine diverso per intendere gli apostoli di Gautama Buddha, ovvero “比丘 (biku)”, e più in generale se si vuole indicare un apostolo, ovvero colui che comunica un messaggio acquisito da un maestro prima di lui, anche in senso metaforico o ironico, non si usa comunque il termine “shito”, troppo tecnico.

Al contrario il termine “天使 (tenshi)”, angelo, è molto più diffuso e utilizzato in giapponese sia per un uso popolare sia per l’uso tecnico, perché non si riferisce solo alla religione cristiana, ma a ogni caso reale, metaforico o ironico di messaggero celeste, dunque misterioso, dunque di origine sconosciuta. Neon Genesis Evangelion è una serie fatta apposta per destabilizzare lo spettatore giapponese perché mette insieme un setting bellico molto realistico, per quanto fantascientifico, con un immaginario para-religioso occidentale per lo più ignoto ed esotico per i giapponesi. La scelta di “shito” può dunque rientrare in questo contesto di “esotismo”.

Il discorso ovviamente cambia per il pubblico occidentale, della cui cultura il cristianesimo costituisce un elemento fondante. In Occidente tutti sanno che gli apostoli sono i discepoli scelti da Gesù diventati santi ma comunque di natura umana, e che invece gli angeli sono creati da Dio, messaggeri celesti di natura spirituale. L’essenza degli angeli è aliena, in quanto altra e non umana.

Tornando alle occorrenze di “使徒 (shito)” nella lingua giapponese, questo termine è utilizzato nel manga Berserk (ベルセルク) di Kentaro Miura e in italiano è stato tradotto come “apostolo”: in questo caso tale traduzione è corretta, perché gli “shito” di Berserk sono esseri umani scelti, dal caso e da una divinità maligna, per diventare demoni immortali tramite il sacrificio di ciò che per loro è più caro, in una versione distorta, negativa e maligna degli apostoli del cristianesimo; in generale Berserk ha un’ambientazione fantasy simil-germanica in un medioevo alternativo, la cui religione ufficiale ha molti punti di contatto con quella cristiana.
Al contrario di Evangelion, gli “shito” di Berserk non presentano alcuna ambiguità concettuale né convivono con una nomenclatura alternativa e parallela, pertanto la traduzione del termine in “apostoli” non può essere messa in discussione.

6 – Pubblicazioni ufficiali e altre fonti in lingua giapponese

Quando un film esce nelle sale cinematografiche giapponesi come da tradizione nei vari cinema vengono venduti pamphlet relativi al film in questione contenenti illustrazioni, approfondimenti, interviste, schede tecniche.

Copertina dell'edizione speciale del program book di Evangelion: Death & Rebirth

A partire dal 15 marzo 1997, in occasione dell’uscita del primo film cinematografico, Evangelion: Death & Rebirth (DEATH & REBIRTH 死ト新生 / DEATH & REBIRTH Shi to shinsei), è stato venduto il program book del film: nell’edizione speciale di questo program book, a pagina 32, è presente la voce “Angel” scritta proprio in caratteri latini.

Pagina 32 dell'edizione speciale del program book di Evangelion: Death & Rebirth

Nella relativa voce è possibile leggere chiaramente in alfabeto latino le parole “Apostle” e “Angel”.

Pagina 32 dell'edizione speciale del program book di Evangelion: Death & Rebirth - Dettaglio della voce Angel

Questa è la traduzione della voce in questione:

Angeli
Gli Angeli sono gli esseri che minacciano l’umanità. Il loro nome in inglese non è Apostoli (使徒, shito), bensì Angeli (天使, tenshi). Fuor di dubbio, Sachiel, Shamshel, Ramiel e gli altri nomi dati agli Angeli, con l’eccezione del primo Angelo Adam, sono tutti nomi angelici. Inoltre, proprio come il nome del sesto Angelo che apparve dall’oceano è quello dell’angelo dei pesci, Gaghiel, e il nome del decimo Angelo che precipitò dall’orbita satellitare è quello dell’angelo del cielo, Sahaquiel, così i nomi angelici generano un misterioso simbolismo con le caratteristiche, luogo di prima apparizione e condizioni di comparsa di ciascun Angelo. Diversamente dall’aspetto degli angeli descritti nella Bibbia, che si ritiene genericamente “abbiano ali, indossino vesti bianche e abbiano un’aureola angelica sul capo”, questi Angeli appaiono con diverse sembianze e dimensioni, incluse forme umanoidi e simili a quelle di animali, facendo sottendere l’ipotesi che gli Angeli non abbiano una forma specifica o siano amorfi. Inoltre, in aggiunta al significato comune, “angelo” ha anche il significato di messaggero, araldo e servo di Dio.

Notiamo che è stata esplicitamente riportata la voce “Angel” ed è stato specificato che il termine da usare in lingua inglese è “Angel”.

La versione integrale del glossario dedicato agli Angeli è consultabile sull’apposito focus del ProgettoEVA2015.

Infine, nella pagina giapponese di Wikipedia dedicata agli Angeli di Evangelion è riportata la seguente frase:

使徒という語は英語では「Apostle」であるが、本編および英語版のエヴァにおいても一貫して「Angel」との表記がとられている。

Sebbene il termine “shito” significhi “Apostle” in lingua inglese, esso viene costantemente indicato come “Angel” sia nel testo principale sia nella versione inglese di Evangelion.

7 – Coerenza

Al di fuori del Giappone i “nemici” in Evangelion vengono chiamati “Angeli” praticamente in tutto il mondo; adattare il termine in qualsiasi altro modo, a meno che non sia stato esplicitamente richiesto da Netflix o dallo Studio Khara, sarebbe un’insensata eccezione in termini di mercato globale, un capriccio soggettivo contro la realtà oggettiva dei fatti, nonché un’ingiustificata discontinuità sia con il passato di Evangelion -in Italia nella serie, nei film, nei fumetti e in ogni altra pubblicazione al riguardo sono sempre stati chiamati “Angeli”-, sia con il presente e il futuro di Evangelion – anche nella nuova tetralogia tuttora in corso, Evangelion Nuova Edizione Cinematografica / Rebuild of Evangelion, viene utilizzato il termine “Angeli”.

8 – Il doppio binario giapponese/internazionale

Il titolo giapponese di Full Metal Alchemist (鋼の錬金術師) significa letteralmente L’alchimista d’acciaio o L’alchimista dell’acciaio, ma l’autrice Hiromu Arakawa ha scelto di sua volontà un titolo diverso per l’estero, che gli adattatori stranieri hanno dovuto rispettare, non azzardandosi a opporsi alla volontà dell’autore.

Il titolo ufficiale internazionale, protetto da diritto d’autore e da tutti i copyright internazionali possibili e immaginabili, di となりのトトロ (Tonari no Totoro) fuori dal Giappone è My Neighbour Totoro ed è questo a fare testo, non Tonari no Totoro.

Il film your name. in originale non si chiama affatto il tuo nome., bensì il tuo nome è., o meglio qual è il tuo nome. (君の名は。), usando il punto finale invece del punto interrogativo proprio perché i personaggi il nome altrui lo sanno e non lo sanno, quindi il titolo è una domanda e non è una domanda. È un gioco di parole molto raffinato e molto difficile da rendere in una lingua diversa dal giapponese: il punto è che se l’adattatore italiano avesse scelto di intitolare il film il tuo nome è., in perfetta fedeltà con il titolo originale, avrebbe sbagliato perché Makoto Shinkai stesso ha deciso che il titolo fuori dal Giappone è your name. e solo quello fa testo.

Anche per Eva è stato previsto dagli autori un doppio titolo: per i giapponesi è 新世紀エヴァンゲリオン (Evangelion del nuovo secolo / Evangelion della nuova era), per tutto il resto del mondo è Neon Genesis Evangelion, fornendo in entrambi i casi e per i relativi pubblici di riferimento dei titoli di dubbia e varia interpretazione. Questo doppio percorso giapponese/internazionale è così ben marcato che per tutti gli episodi di Evangelion, compresi i due che compongono The End of Evangelion, sono stati previsti dagli autori della serie due titoli, uno in lingua giapponese e uno in lingua inglese, non sempre e non del tutto sovrapponibili.
Addirittura, il titolo internazionale del primo episodio di Neon Genesis Evangelion è Angel Attack e non Shito AttackApostle Attack, più ufficiale di così…
Con questi presupposti e considerando che nel program book di Death & Rebirth è specificatamente scritto nero su bianco “Angel” (cfr. paragrafo 8 – Pubblicazioni ufficiali e altre fonti in lingua giapponese), è naturale ipotizzare che “shito” sia la dicitura ufficiale giapponese e “Angel” sia la dicitura ufficiale per il resto del mondo.

Angeli, il giusto adattamento di

Per quale motivo è stato indicato molteplici volte “Angel” nei materiali ufficiali? Non lo sappiamo e possiamo solo formulare ipotesi: perché gli Angeli sono esseri misteriosi di origine sconosciuta? Perché alcuni volano? Perché hanno nomi angelici? Per qualunque altro motivo? Non è assolutamente importante, e parte del fascino di Neon Genesis Evangelion sta proprio nella inconoscibilità della serie.

Quello che è importante e vincolante è che gli autori originali hanno fatto una scelta, e questa scelta va rispettata. La “fedeltà al testo originale” implica la fedeltà a tutto il testo originale, ovvero non solo alla sceneggiatura, ma anche alle note ufficiali, alle dichiarazioni degli autori, e in generale a tutti i materiali forniti.
Rispettare al 100% la sceneggiatura ignorando qualunque altro contenuto fornito dagli autori al pari della sceneggiatura stessa vuol dire tradirli, perché si è di fatto operata una limitazione che impedisce allo spettatore straniero di fruire dell’opera come lo spettatore giapponese.

In pratica se nella sceneggiatura della serie si usano determinati termini, ma poi nelle note alla sceneggiatura vengono specificate delle variazioni e nelle interviste ad Anno il regista stesso dichiara che molti termini sono stati scelti solo per il loro aspetto misterioso e non per reali contenuti, allora l’adattatore italiano non potrà non tenere in considerazione anche le note e le interviste, perché non sono contenuti spuri e apocrifi distanti dalla sceneggiatura, ma chiarimenti alla sceneggiatura stessa.

Conclusioni

Alla luce di quanto scritto fino a qui e in mancanza di certezze univoche e incontrovertibili, ovvero una dichiarazione esplicita e ufficiale da parte di Hideaki Anno secondo cui la traduzione di “shito” a livello internazionale non è “Angeli”, ribadiamo che adattare “使徒 (shito)” in “Angeli” è fedele, giusto e totalmente in linea con quanto è stato sviluppato dai creatori di Evangelion.

Questo articolo è fondato su fatti concreti e dimostrabili, in opposizione alle mere banalizzazioni, semplificazioni e decontestualizzazioni di chi sostiene ostinatamente che la parola A in giapponese si debba tradurre con la parola B in italiano sempre e comunque.

Cosa succederebbe se non venisse usato il termine “Angeli” in Evangelion?

Sicuramente si incapperebbe in un fastidioso effetto estraniante ascoltando la battuta «È un Apostolo» e contemporaneamente vedendo la scritta lampeggiante “Angel”: il rischio è, come già detto in apertura, che questa sia solo la punta dell’iceberg e che la serie sia funestata da molti altri discutibili adattamenti lessicali e linguistici. Nella speranza di scongiurare questa possibilità, ridendoci su e per riflettere su ciò a cui stiamo andando incontro, abbiamo realizzato un filmato in cui un *Apostolo* cinematografico si incontra e si scontra con un *Apostolo* di Evangelion

Un sentito ringraziamento a Flavio G., Gianluca G., Ilaria A. C., Ivan R., Mario P. e Simone S. per i fondamentali contributi a questo articolo.

Informazioni su Nevicata

Appassionato di animazione e fantascienza, Nevicata rimane inevitabilmente folgorato da Neon Genesis Evangelion. Nel 2003 apre il sito Distopia. Nel 2016 fonda l'Associazione Culturale EVA IMPACT.
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